Audioguide per musei e ville: più lingue e più racconti, senza perdere le fonti
Un'audioguida costa mesi di lavoro e invecchia al primo cambio di allestimento. L'AI può rendere più semplice produrla e aggiornarla, a una condizione: che parta dalle fonti del luogo.
Chi gestisce un museo, una villa o un percorso di visita conosce il problema: un'audioguida fatta bene richiede testi, voci, traduzioni e montaggio, e quando cambia una sala resta indietro. In più parla a tutti nello stesso modo, allo studioso e alla famiglia con due bambini. L'intelligenza artificiale può aiutare su tutti e tre i fronti. Su un patrimonio culturale, però, un'attribuzione sbagliata non è un refuso: è un danno alla credibilità del luogo.
Il rischio da evitare
Un assistente generico, a cui si chiede di raccontare una sala, scrive un testo scorrevole e plausibile. Dentro possono esserci una data approssimata, un aneddoto di dubbia origine, un'attribuzione presa da una fonte divulgativa. Per un luogo che vive della propria autorevolezza è il risultato peggiore: sembra corretto, quindi nessuno lo controlla.
Partire dalle fonti, con la loro autorità
Il lavoro cambia se il racconto nasce dalle fonti del luogo: studi, cataloghi, schede di restauro, la guida scientifica. Ogni fonte dichiara su cosa fa testo, e lo studio scientifico prevale sul depliant. Quando due fonti si contraddicono, la scelta spetta a chi ne risponde, per esempio il comitato scientifico, non al modello.
Ciò che nessuna fonte sostiene resta fuori dal racconto. Meglio una scheda più breve che un aneddoto non verificato.
Il tono può cambiare con il pubblico. I fatti restano quelli approvati.
Un racconto per ogni pubblico
Dagli stessi fatti si possono preparare racconti diversi: uno per chi vuole approfondire, uno per le famiglie, uno più breve per chi ha mezz'ora. Si possono usare narratori diversi, anche un personaggio legato alla storia del luogo, e più lingue. Le versioni non si contraddicono, perché partono dalla stessa base.
Aggiornare senza ricominciare
Quando arriva uno studio nuovo che corregge una data, lo si carica dichiarando che sostituisce il precedente. I fatti superati smettono di alimentare i racconti, e le schede da rifare vengono segnalate. Una scheda con l'audio non più allineato esce senza audio finché non viene rigenerata, invece di far ascoltare al visitatore la versione vecchia.
Il visitatore apre la visita dal browser, anche da un QR in sala, senza scaricare un'app.
Come si comincia
Experience Tuner si attiva su progetto, seguito da Voler.ai. Il primo incontro serve a capire il luogo, i materiali che ci sono e chi li approva; da lì si costruisce il primo percorso, con un preventivo scritto prima di cominciare.