Tutto quello che la tua azienda sa davvero.
Il company brain raccoglie la conoscenza dell'impresa in quattordici aree, ognuna con le sue fonti e i suoi proprietari. Ogni fatto porta con sé da dove viene. E quello che manca è scritto nero su bianco: la mappa dice anche cosa non sapete ancora.
La conoscenza di un'impresa
non è scritta da nessuna parte.
Sta nella testa di poche persone, in cartelle che nessuno apre, in file che si contraddicono a vicenda.
Sta in testa a qualcuno
Quello che tiene in piedi l'azienda lo sanno il titolare e due o tre persone. Il giorno che escono, esce con loro.
Le fonti si contraddicono
Il sito dice una cosa, il catalogo un'altra, la presentazione commerciale una terza. Nessuno sa quale vale.
Nessuno sa se è aggiornato
Un dato vecchio e uno nuovo hanno lo stesso aspetto. Si continua a ripetere il primo per anni.
Non sai cosa ti manca
Il buco nella conoscenza è invisibile: te ne accorgi nel momento in cui ti serve, cioè troppo tardi.
Un'azienda non ha memoria. Ha persone che ricordano.
Il company brain è la differenza fra le due cose: una memoria d'impresa strutturata in aree, alimentata dai documenti e dalle interviste, dove ogni informazione porta con sé chi l'ha detta, quando, e quanto vale rispetto alle altre.
Una memoria con uno statuto.
Quattordici aree, non una cartella
Direzione, identità, concorrenza, offerta, clienti, commerciale, voce, operations, fornitori, persone, andamento, conformità, strumenti, metodo. Ogni fatto ha un posto dove stare.
Ogni fatto con la sua fonte
Non un'affermazione anonima: il documento, la pagina o l'intervista da cui viene — e la citazione compare accanto alla risposta, non in fondo.
Un ingresso solo
Documenti, sito, interviste, note di una call, export dal gestionale: entrano dalla stessa porta e la pipeline lavora dietro. Non devi sapere che formato stai caricando.
Fonti con un mandato
Il catalogo è primario sui prodotti, il manuale del brand sul tono. Un'autorità dichiarata per argomento, non una classifica cieca uguale per tutto.
Le nuove edizioni non sovrascrivono
Il catalogo 2026 non cancella il 2025: produce l'elenco delle differenze, da approvare una per una. Niente fusioni silenziose.
Le assenze si dichiarano
Un'area senza fatti non è un errore da nascondere: è la misura di quanto il brain conosce l'azienda, e il primo posto dove intervenire.
È nella testa dell'imprenditore
Per questo l'intervista non è un accessorio del brain: è il canale principale con cui entra. Un link per persona, con l'attribuzione di chi ha risposto e il peso della sua competenza.
Dalla fonte al fatto difendibile.
Quattro passi ordinati, non quattordici caselle vuote da riempire: il percorso di fondazione parte da quello che hai già.
Porta quello che c'è
Documenti, sito, materiali, export: un ingresso solo, la pipeline riconosce e lavora dietro le quinte.
Chiedi quello che manca
L'intervista raccoglie dalla testa delle persone ciò che non è mai stato scritto: nella PMI è lì che sta la sostanza.
Il fatto prende posto
Area, fonte, livello normativo, autorevolezza: un fatto senza statuto non entra nella memoria.
Tu confermi
Proponi, non salvare: niente che cambi ciò che l'azienda sa viene scritto senza che una persona lo confermi.
Una memoria che regge il peso
Da qui rispondono il copilot e tutte le app della suite: ogni contenuto, ogni analisi, ogni pagina nasce da fatti che puoi mostrare a un cliente, a un socio o a un'ispezione.
Scopri chi decide e cosa protegge → →Il brain è la spina dorsale di tutta la suite.
Domande frequenti.
Che differenza c'è rispetto a una knowledge base o a Notion?
Un archivio conserva documenti e lascia a te il compito di trovarli e di capire quale vale. Il brain conserva fatti: ognuno collocato in un'area, legato alla sua fonte, con un livello che dice se vincola gli altri. E quando due fonti si contraddicono non le tiene entrambe in silenzio: apre una decisione e la manda a chi di dovere.
Chi decide cosa entra nella memoria?
Le persone. Il presidio è "proponi, non salvare": nulla che cambi ciò che l'azienda sa viene scritto senza una conferma. L'unica eccezione sono i fatti solidi e centrali estratti da fonti dichiarate, che entrano da soli — e il sistema lo dichiara, con una corsia dedicata che dice esplicitamente che nessuno li ha ancora letti e invita a controllarne un campione.
Devo caricare tutto prima di poter iniziare?
No. Il percorso di fondazione parte da quattro passi ordinati e le aree si attivano man mano. Una PMI tipica ne usa cinque o sei; le altre restano definite ma vuote — ed è proprio la loro assenza a diventare la misura di copertura.
E se un'estrazione va storta?
Lo dice. Una fonte letta senza ricavarne nulla viene segnalata invece di restare indistinguibile da una mai caricata, e quando la ricerca nella conoscenza fallisce il sistema lo dichiara invece di rispondere come se l'azienda non sapesse niente. Un fallimento travestito da successo è peggio di un errore.
I dati restano miei?
Sì: server in EU, conformità GDPR, e la conoscenza resta del progetto. Puoi esportarla.
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